COME E’ NATA L’ALGARVE

intervistiamo il presidente PAOLO PATRIARCHI

Quest’anno ricorre il 27° anno di affiliazione dell’Algarve Torrino cosa ricordi di quel lontano 1990
E’ sicuramente una domanda non facile perché i tanti ricordi di 27 anni di attività continuativa sul territorio si affollano immediatamente tutti insieme . Ricordo però sempre volentieri quel pomeriggio di maggio del 1989 quando “quattro amici al Bar”, tra cui molti ancora presenti in associazione come io, Giorgio Bonaldi , Alessandro Zanello , Augusto Fiorentini e Antonio Ascenzi, uniti dalla passione per la pallacanestro e tutti provenienti da esperienze importanti vissute nei precedenti quartieri di provenienza, decidemmo di fondare un associazione di basket nel nuovo quartiere del Torrino dove ci eravamo appena trasferiti.
L’idea guida era di fare una società sportiva, rivolta soprattutto alle famiglie ed ai bambini ed ai ragazzi, per contribuire a dare radici di socialità e vivibilità ad un nuovo quartiere, sorto nella metà degli anni ’80, e di utilizzare lo strumento dello sport e della pallacanestro per far si che il nostro nuovo quartiere fosse un quartiere vero e non solo un agglomerato di case e persone accentrate in questa parte della periferia romana.

Perché vi siete chiamati Algarve, cosa avete in comune con questa regione del Portogallo.
Ci sono luoghi che vanno al di là della loro connotazione geografica e negli anni 80 l’Algarve era una regione del Portogallo sconosciuta ai più.
Per noi l’Algarve ben rappresentava il nostro stato d’animo di allora. Rappresentava la scelta di vivere il nostro nuovo quartiere e tagliare i ponti con i vecchi territori di provenienza dove eravamo nati e cresciuti e dove lasciavamo amici, ricordi belli e affetti. La stessa scelta che forse fece Ulisse quando, compiuta l’impresa eroica, passate le colonne d’Ercole, e trovatosi nelle nuove terre dopo lo stretto di Gibilterra (l’Algarve) dovette decidere se tornare indietro, restare li e costruire una nuova patria o continuare ad andare avanti verso altre terre e nuove avventure. Non sappiamo la decisione di Ulisse. La nostra allora fu chiara ed a quella ci siamo sempre attenuti.

Un bilancio di questi primi 27 anni
Il bilancio è sicuramente positivo. L’Algarve Roma Torrino, nonostante la presenza di tanti centri, società, e multinazionali dello sport in zona, è oggi da tutti riconosciuta come la società sportiva del quartiere. Abbiamo insegnato pallacanestro ai piccoli abitanti del quartiere a partire da quelli nati nel 1983, che nel 90 avevano 7 anni e che ora sono padri di famiglia.
Non riusciamo più a contare le migliaia di partite, le manifestazioni ed i tornei che, la Palestra della scuola di Via Fiume giallo ha ospitato, ma ricordiamo il volto di tutti coloro che lì hanno preso in mano per la prima volta la palla a spicchi.
Da molti anni i nostri corsi di minibasket registrano oltre le 200 iscrizioni nelle palestre delle scuole del quartiere, la nostra attività giovanile conta oltre 170 atleti tesserati e la partecipazione a tutti i campionati Under del Comitato regionale Lazio FIP, a volte anche con due o tre squadre iscritte ai campionati di categoria. Nella nostra squadra di Serie D abbondano i ragazzi provenienti dal vivaio, e molti degli istruttori, ben coordinati dal DT Claudio Foschi, sono cresciuti nella nostra palestra.

Un impegno ed una costanza che ha portato anche al più importante riconoscimento del CONI
Si, il Presidente del CONI Regionale Dr Riccardo Viola, nel 2016, ha voluto onorarci , conferendo all’Algarve la STELLA AL MERITO SPORTIVO, e sancire la qualità del lavoro svolto con una un onorificenza ufficiale e prestigiosa che solo pochissime società in Italia possono vantare.
Un’altra cosa che ci dà una grande soddisfazione è quella, ogni anno, di poter schierare in tutti i campionati (giovanili e Seniores) la quasi totalità dei ragazzi che provengono dal nostro settore minibasket e che abitano nel quartiere del Torrino.
Noi crediamo che questo sia il compito delle società di base. Non ci interessa cercare i ragazzi forti nelle altre società, per vincere a tutti i costi. Il nostro obiettivo è quello di far fare sport di livello a tutti i ragazzi del Torrino. Offrirgli un opportunità di crescita a secondo di quello che loro si aspettano dallo sport, dare gambe alla loro voglia di stare insieme e poter sempre offrire loro un ambiente sano e sereno, garantire ottimi istruttori, e diffondere i valori di uno sport fatto di amicizia, di lealtà, di impegno e di rispetto.

Hai parlato di spazi palestra che cosa puoi dirci sull’impiantistica sportiva nella città di Roma
Naturalmente tutto il male possibile. I campi disponibili a Roma per fare pallacanestro si contano sulla punta delle dita e sono strapieni. Inoltre non c’è traccia di aiuto da parte degli Enti locali alle società di base che se la devono cavare da soli. Gli unici impianti disponibili restano quelli scolastici, ma di questi solo uno su cento ha spazi sufficienti per poter insegnare la pallacanestro. Da troppo tempo la loro manutenzione è affidata unicamente alle società sportive e oramai tutti i dirigenti, sono diventati esperti di edilizia, elettricità ed idraulica. Parlare di sistema dello sport a Roma è oramai parlare solo dell’impegno dei tantissimi dirigenti sportivi che, a loro spese ed a loro rischio e pericolo, permettono che lo sport di base a Roma abbia ancora numeri importanti.

E il palazzetto di Fiume giallo come potrà inserirsi in questa realtà
Il palazzetto di Fiume Giallo, il PALATORRINO, che quest’anno raggiungerà il suo terzo anno di attività, ben rappresenta la situazione dell’impiantistica romana. Dopo tanti anni di abbandono di incertezze burocratiche e di sentenze di tribunali, questo “Bene Pubblico” è stato restituito alla comunità cittadina solo grazie all’impegno personale ed economico di pochi privati cittadini, tra cui in primafila noi responsabili dell’Algarve. Siamo al terzo anno di attività e, fino ad adesso la promessa di dedicare questo impianto principalmente al quartiere ed ai suoi abitanti, alle scuole, alle famiglie ed alle società sportive del territorio che come noi non hanno mai avuto la possibilità di avere una propria casa, è stata mantenuta.
Dalla sua apertura ad oggi oltre 6.000 bambini e ragazzi hanno calcato il campo e le palestre del Palatorrino, e là dove regnava il degrado più assoluto e più indecente, ora si sentono solo le risate e le grida di gioia di tanti piccoli e grandi atleti che corrono dietro ad un pallone e che praticano il loro sport preferito in sicurezza, insieme ai loro amici, con istruttori qualificati ed esperti e … nella piena tranquillità di mamma e papà.
Questo, è e sarà un impianto principalmente dedicato alle giovani generazioni ed alle famiglie, senza tornelli e body guard all’ingresso, perché siamo convinti, come lo eravamo nel 1990, che i luoghi di sport sono principalmente luoghi di scambio di umanità e di felicità e perché sappiamo, dopo tutti questi anni di attività, che fuori da questo ambito, fuori dal divertimento e dello star bene insieme, dalla socialità, e dai valori che lo contraddistinguono, lo sport …. Non ha ragione di esistere.

 

Paolo Patriarchi Presidente         Giorgio Bonaldi Vicepresidente

e socio fondatore                            e socio fondatore